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Come aiutare i figli nella scelta della scuola superiore? Strategie utili per genitori in difficoltà

Martina Ruscittidi Martina Ruscitti· 14/08/2026 11:37
Come aiutare i figli nella scelta della scuola superiore? Strategie utili per genitori in difficoltà

La scelta della scuola superiore è uno dei momenti più delicati nella vita di un adolescente e delle sue famiglie. Non si tratta solo di selezionare un istituto, ma di orientarsi in un labirinto di indirizzi, programmi e possibilità future. In questi quattro anni di lavoro come educatrice nelle scuole primarie e durante la pandemia, ho visto quanti genitori si sentono persi di fronte a questa decisione. Recentemente, una madre mi ha confessato: "Non so nemmeno da dove cominciare. Mio figlio dice che non sa cosa vuole fare, e io non posso decidere al posto suo, ma nemmeno voglio lasciarlo solo".

Iniziate ad osservare i veri interessi di vostro figlio

Il primo errore che molti genitori commettono è proiettare i propri desideri sulla scelta del figlio. Sentono pressione dal contesto sociale, dalle tradizioni familiari, dalle aspettative esplicite e implicite. Ma la realtà è che non possiamo forzare un ragazzo verso una strada che non sente sua, per quanto prestigiosa possa sembrare.

Quello che funziona davvero è partire dall'osservazione. Durante i colloqui scolastici, chiedete agli insegnanti quali materie il vostro ragazzo affronta con naturalezza, dove mostra curiosità spontanea, in quale contesto partecipa veramente. Non basta guardare i voti: il mio consiglio è notare dove si accende lo sguardo, dove perde la nozione del tempo perché concentrato su qualcosa che lo affascina.

Qui viene il punto cruciale: quella curiosità è la bussola. Se notate che vostro figlio passa ore a smontare e riparare oggetti, o che legge libri di storia senza essere assegnati, o che organizza giochi con gli amici elaborando regole complesse, state vedendo il suo naturale inclinamento. Lavorate su quello.

Conoscete le opzioni reali disponibili nel vostro territorio

Un secondo errore è rimanere intrappolati nelle scuole che "tutti conoscono". Nel mio piccolo centro toscano, molti genitori pensano che esistano solo il liceo classico o il tecnico industriale. Poi scopriamo che a venti chilometri di distanza c'è un istituto professionale per l'agricoltura sostenibile, o un'offerta formativa completamente diversa.

Vi consiglio di dedicare tempo a visitare personalmente le scuole, non solo il giorno dell'open day. Parlate con i ragazzi che le frequentano, chiedete dei laboratori, della qualità dei docenti, di come l'istituto prepara concretamente al mondo del lavoro o all'università. Guardate i Programmi scolastici nazionali per comprendere cosa viene davvero insegnato in ogni indirizzo, non l'idea vaga che ve ne siete fatti.

Importante: chiedete cosa succede dopo. Quali università ricevono meglio i diplomati di quel tecnico? Quali aziende assumono i ragazzi di quell'indirizzo professionale? Le scuole serie sanno rispondere a queste domande con dati concreti, non con promesse vague.

Coinvolgete vostro figlio in un processo reale di decisione

La scelta della scuola superiore è il primo grande momento in cui un ragazzo prende una decisione che lo riguarda profondamente. Non sprechiamo questa occasione di crescita. Significa che il vostro ruolo non è decidere, ma guidare il processo.

Mi è capitato di recente di parlare con una madre convinta che suo figlio dovesse fare il liceo scientifico perché "bravo in matematica". Il ragazzo, però, era terrorizzato dall'idea. Abbiamo fatto una cosa semplice: il ragazzo ha seguito per una settimana uno studente del quarto anno del liceo scientifico, vedendo le lezioni, i compiti, il ritmo. Dopo tre giorni era chiaro che non era quello che voleva, per quanto bravo fosse. Ha scelto un istituto tecnico specializzato in informatica, dove oggi è entusiasta e sta prendendo voti ottimi.

Creategli spazi per parlare, senza giudizio. Fate domande aperte: "Che cosa ti piacerebbe fare nei prossimi cinque anni?" piuttosto che "Non pensi che il liceo classico sia meglio?". Lasciate che esprima le paure senza provare a risolverle immediatamente con razionalità.

Gestite la pressione sociale e gli errori da evitare

Uno degli errori tipici che vedo spesso è quello di farsi condizionare dalla scelta dei compagni. "Ma se vado lì, i miei amici rimangono al liceo". È una paura legittima, ma fragile: gli amici veri restano amici indipendentemente dalla scuola, e nuovi legami si creeranno.

Evitate anche di scegliere in base alla difficoltà percepita. Sentire dire "Quel tecnico è più facile" non dovrebbe essere un criterio. Un ragazzo annoiato da un'istituto troppo semplice demotivarsi quanto uno sopraffatto da difficoltà eccessive.

Un ultimo consiglio: non abbiate fretta. Molti genitori frenano il processo con una scelta fatta a settembre del secondo anno, quando basterebbe aspettare fino a dicembre per avere una visione più consapevole. E ricordate che nemmeno questa scelta è definitiva: gli indirizzi a distanza, i trasferimenti, gli cambiamenti successivi sono sempre possibili.

La miglior strategia è quella di accompagnare vostro figlio in un cammino consapevole, dove lui rimane il protagonista della decisione. Così, qualunque sia il percorso scelto, porterà con sé la consapevolezza di averlo scelto veramente.

Martina Ruscitti
Martina Ruscitti

Martina ha lavorato per quattro anni come educatrice in una primaria di un piccolo centro toscano. Durante la pandemia, ha coordinato iniziative per supportare l'apprendimento a distanza delle famiglie con difficoltà tecnologiche. Scrive di innovazione didattica e inclusione scolastica.